In una recente rubrica settimanale curata dal nostro staff, abbiamo esposto il nostro punto di vista in merito alla creazione di abiti da sposa.
Le domande ci sono state poste da una ragazzza che ho frequentato la facoltà di Belle Arti di Bologna, che stava realizzando una tesi proprio sugli abiti da sposa.
I nostri complimenti ad Elena che ha raggiunto la sua ambita meta, anche con il nostro piccolo contributo: un bel 110 e lode.
Abbiamo chiesto ad Elena di scrivere la sua esperienza sullo studio intrapreso in merito alla sua tesi.
Di seguito potete consultare la prima parte di ciò che gentilmente Elena ci ha inviato tramite e-mail.
Ringraziamo "la nostra pittrice" per averci omaggiato di queste belle parole e le facciamo un grosso "in bocca al lupo" per il suo futuro professionale.
Buona lettura.
17 luglio 2007- Ho vinto!!!
Voto: 110/110.
Commozione alle stelle.
Ebbene si, un altro dei miei sogni si è realizzato: Mi sono “laureata” in Pittura all’Accademia di Belle Arti a Bologna. Sarebbe diplomata, visto che il governo italiano non riconosce ancora l’arte al pari delle altre “caste culturali” indicate come dottorati!!!
In Spagna, Francia e Germania, per citarne alcune, è una laurea a tutti gli effetti.
Qui in Italia, culla dell’Arte (quando fa comodo), no! Lasciando da parte i rancori, io sono felice e fiera di me stessa per quello che ho fatto e porterò avanti i miei ideali e la mia passione sempre e comunque in tutto quello che farò nel futuro!
La mia tesi ha come titolo:
L’abito da sposa Il tessuto si fa protagonista di una creatura “artistica”.
Perchè proprio l’abito da sposa?
Uno perchè amo il vestire, amo creare figurini d’abiti, due perchè l’abito da sposa, antropologicamente parlando è l’abito per eccellenza che ci racconta l’umanità nelle sue più svariate mutazioni storiche, tre perchè è anche spettacolarizzazione della bellezza femminile, dei suoi sentimenti e della sua naturale e bonaria vanità e quattro perchè mi permette di parlare del tessuto come colonna portante di un complesso prodotto artistico come l’abito nuziale.
È stata dura allestire il corpo della tesi, in modo che fosse ben strutturato, ben documentato, accattivante in un mix di leggerezza, storicità e contemporaneità.
Insomma volevo una cosa ben fatta ma che si facesse leggere, che ammiccava con l’interlocutore rendendolo curioso e appagato.
Credo di esserci riuscita, visto che la commissione era molto curiosa e attenta mentre esponevo e allo stesso tempo coinvolta e divertita mentre sfogliava la tesi.
Dopo un anno e più che ci lavoravo su…beh, è una bella soddisfazione, di quelle che ti prudono le mandibole per i sorrisi che hai nel cuore!!!!
La mia tesi si struttura nel seguente modo: Nel primo capitolo affronto la storia dell’abito da sposa, dall’antico Egitto fino ai giorni nostri, cercando di rilevare non solo le evoluzioni stilistiche e materiali ma anche i cambiamenti sociologici e politici d’ogni periodo, incontrando le spose più rappresentative e il gusto della gente comune.
Ho proseguito il capitolo analizzando le varie tipologie di tagli e stili che può assumere l’abito da sposa e i relativi accessori, accompagnamento necessario dell’immagine totale e finale dell’abito da sposa......
Il racconto dell'esperienza della tesi di Elena continua nel prossimo articolo.
Continuate a seguirci.
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